Pratica

Non gestire, rivelare

Un esempio per vedere che cosa può accadere quando scegliamo immagini senza sapere già quale storia racconteranno.

Un incontro possibile

Il collage comincia da una scelta.

Immagina alcune riviste sul tavolo. Ti invito a scegliere immagini e parole che attirano la tua attenzione. Una ti piace, un’altra ti disturba; di una terza non sai dire perché ti sei fermata. Le ritagli e provi a disporle su un foglio.

Avvicinandole, potresti scoprire che due immagini raccontano aspetti diversi della stessa situazione. Potresti spostarne una, lasciarne fuori un’altra o cambiare idea. Il significato non era già deciso: prende forma anche attraverso queste scelte.

A volte ciò che ci sorprende non è l’immagine scelta, ma la relazione che nasce tra le immagini.

Osservare insieme

Che cosa accade dopo.

Quando il collage è davanti a te, possiamo fermarci. Quale parte noti per prima? Una parola richiama un ricordo? C’è qualcosa che non avevi previsto e che ora ti interessa? Le risposte possono arrivare subito, più tardi o non arrivare affatto.

01

Associazioni

Partiamo da ciò che le immagini evocano per te, nella tua storia e in quel momento.

02

Domande

Una scelta inattesa può aprire una domanda nuova. Non dobbiamo forzare una spiegazione.

03

Continuità

Possiamo tornare su ciò che è emerso e osservare se ritrovi quel tema nella vita quotidiana.

Una casa non significa necessariamente bisogno di sicurezza. Un colore scuro non indica sempre tristezza. Le immagini non sono test da decifrare: il loro significato nasce dalle tue associazioni.

Il momento della scoperta

Quando qualcosa si collega.

A volte elementi che sembravano separati acquistano un legame e una situazione familiare appare diversa. In psicologia questo momento di comprensione viene spesso chiamato insight. Può essere piccolo e semplice: «Adesso capisco perché quella frase mi ha colpita».

Una coincidenza può attivare una riflessione. Jung ha chiamato sincronicità le coincidenze vissute come significative; non occorre pensare che un’immagine sia comparsa per comunicarci un messaggio. Possiamo esplorare perché ci colpisce e che cosa richiama nella nostra esperienza.

Dopo

Capire qualcosa è un inizio.

Riconoscere un bisogno non significa riuscire subito a esprimerlo. Puoi vedere più chiaramente un comportamento e continuare, per un po’, a ripeterlo. Nel percorso torniamo su ciò che emerge, osserviamo quando compare nella vita quotidiana e quali possibilità desideri sperimentare.

«Non gestire, rivelare» per me significa concedere spazio anche alla domanda che ancora non sappiamo formulare. A volte occorre stabilizzare un’emozione; altre volte possiamo ascoltare che cosa ci sta dicendo. Il processo creativo è uno dei modi per farlo.

Possiamo iniziare da una conversazione.

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